Le nostre proposte

XXVII secoli fa nasceva la prima grande metropoli dell’umanità, epicentro della più importante civiltà antica che avrebbe influenzato nel corso dei secoli la cultura, la letteratura, l’arte, l’architettura, la società e i costumi.

Oggi, purtroppo, Roma è una città ferma e senza sogni. L’incapacità e la mancanza di visione dei recenti amministratori hanno ucciso la vocazione e l’ambizione dei Romani, dimenticandosi delle incredibili potenzialità e opportunità che la Capitale offre.

Abbiamo individuato 10 temi per la ripartenza e il rilancio di Roma. Prossimamente approfondiremo i vari punti e redigeremo un programma elettorale partecipativo, coinvolgendo tutte le componenti della società

Roma possiede la più alta concentrazione di beni archeologici, storici e artistici al mondo, conservando una stratificazione di epoche lunga quasi tre millenni. Questo inestimabile patrimonio culturale è stato progressivamente dimenticato, così come l’offerta culturale di cinema, teatri e biblioteche che non è minimamente all’altezza della città. Riteniamo prioritario valorizzare le innumerevoli risorse della Capitale e riscoprire i tesori e le bellezze nascoste, dalle periferie al centro.

Disservizi, ritardi, guasti, furti, evasione, vandalismo, scandali, incendi, sprechi, mancati investimenti, ingerenza politica: il trasporto pubblico di Roma è il peggiore d’Europa. Tra debiti e sussidi pubblici, l’Atac ha accumulato 8 miliardi di euro. Gli utenti e i dipendenti vivono da troppo tempo in un vero e proprio umiliante incubo quotidiano. Crediamo che Roma abbia fortemente e urgentemente bisogno di un servizio di trasporto pubblico efficiente, sicuro, veloce e accessibile, supportato da una mobilità competitiva, sostenibile e integrata, rispettando gli standard europei.

La Capitale si trova perennemente in uno stato di emergenza rifiuti, presentandosi spesso come una vera e propria discarica a cielo aperto. L’Ama ha un drammatico deficit impiantistico che la porta a smaltire la maggior parte dei nostri rifiuti in impianti di terzi, fuori città, mentre paghiamo la tassa sui rifiuti più alta d’Italia. Riteniamo fondamentale avviare una nuova politica di Ama, sottrarre dall’incuria il vastissimo patrimonio verde e combattere il degrado urbano.

Roma è tra le città più insicure d’Italia tra reati in aumento, assenza di presìdi della sicurezza, criminalità organizzata e associazioni mafiose. Inoltre, recenti inchieste giudiziarie hanno evidenziato una gravissima collusione politica. È imprescindibile riportare la credibilità nelle istituzioni, attraverso un significativo aumento della trasparenza e del rispetto nei confronti dello Stato.

8 scuole su 10 hanno problemi strutturali e/o di sicurezza: molti edifici scolastici sono strutture risalenti alla fine dell’800 o al periodo tra la fine degli anni ’20 e gli anni ’70. L’offerta formativa registra una fortissima disparità tra i municipi e il tasso di dispersione scolastica ha registrato un aumento del 20%. Inoltre, è evidente la crisi del sistema universitario che non trova il modo di adattarsi alla complessità della nostra città.

Roma è quartultima in Europa per capacità innovativa, la burocrazia immobilizza l’intera città e la digitalizzazione è decisamente indietro. È fondamentale puntare su un nuovo modello di Smart City che proponga – tramite tecnologie connesse – soluzioni concrete al servizio delle persone.

La qualità della vita degli under 30 si abbassa drasticamente spostandosi verso il Raccordo, nelle aree peggio servite per numero di palestre, piscine e centri polifunzionali. 19 zone urbanistiche della Capitale non sono servite da alcun impianto sportivo. Crediamo sia essenziale garantire a tutti i cittadini il diritto a uno stile di vita sano con uno sviluppo fisico e equilibrato, usufruendo di spazi sicuri.

La maggior parte degli interventi sulle periferie e in generale riguardanti le politiche sociali sono rallentati dalla mancanza di una visione comune, da giunte instabili e da un complicato apparato decisionale. È necessario indirizzare gli interventi verso la socializzazione, l’inclusione sociale e la crescita personale.

Prevediamo uno sviluppo urbanistico che punti al miglioramento della qualità della vita, non dimenticando la sostenibilità. Occorre iniziare a ripensare gli interventi edilizi anche come riqualificazione, restauro e recupero. Il paradigma della rigenerazione urbana e i meccanismi di regolazione dei rapporti tra l’amministrazione pubblica e gli investitori privati offrono occasioni preziose per elevare a sistema la cura dei beni comuni.

È necessario accrescere la cittadinanza attiva in una cornice di integrazione sociale, secondo l’articolo 118 della Costituzione Italiana. L’applicazione del principio di sussidiarietà contribuisce alla modernizzazione delle amministrazioni pubbliche in quanto la partecipazione attiva dei cittadini alla vita collettiva migliora la capacità delle istituzioni di dare risposte più efficaci ai bisogni delle persone e alle soddisfazioni dei diritti sociali.