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People, Planet, and Prosperity

People, Planet, and Prosperity

14/02/2021

Un po’ di storia

Le origini del G20 risalgono agli effetti drammatici della crisi del 1997. Allora, i ministri dell’economia dei Paesi componenti il G7 (Canada, Francia, Germania, Giappone, Italia, Regno Unito e Stati Uniti d’America) decisero che nel 1999 il gruppo “dei sette” si sarebbe allargato per comprendere al suo interno i BRICS, ossia le cinque principali nazioni in via di sviluppo (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica), e le altre grandi economie nazionali presenti a livello mondiale. Oggi, nel loro insieme, i Paesi del G20 contribuiscono alla produzione dell’80% del PIL mondiale. 
La presidenza del vertice ruota con cadenza annuale tra i componenti del gruppo dal 1999. Durante questo arco di tempo nel territorio della Nazione ospitante si svolgono numerosi incontri e tavoli di lavoro a cui partecipano i ministri dei singoli Paesi. L’obiettivo dei meeting è la discussione dei temi presenti in un programma stabilito in modo condiviso e riguardanti, solitamente, le principali sfide da affrontare a livello globale. Tra essi spicca per importanza il Finance Track, l’insieme delle riunioni alle quali partecipano i ministri delle finanze e i governatori delle Banche Centrali dei Paesi membri, necessario per la definizione delle linee guida della successiva politica economica, finanziaria, monetaria e fiscale.
Dal 2008 è tradizione che l’evento si concluda con un vertice al quale partecipano i Capi di Stato e di Governo per la firma del Comunicato finale, nel quale confluiscono i risultati dei singoli tavoli. 

Le tre P

La sfida posta dalla pandemia ha rappresentato una sorpresa per il “gruppo dei venti” durante lo scorso anno, ma ha contribuito anche ad una modifica del programma del G20 verso un’accelerazione degli impegni già presi in passato. Non è un caso se le principali tematiche al centro degli incontri multilaterali che si stanno svolgendo in questi giorni e mesi siano le Persone, il Pianeta e la Prosperità. Queste tre P, infatti, rappresentano altrettante realtà e ambiti di discussione presenti al centro del dibattito mondiale da molto tempo, ma oggi più che mai attuali a fronte degli effetti devastanti causati dalla diffusione del virus.
All’interno del Comunicato finale del vertice tenutosi lo scorso anno in video conferenza, sotto la Presidenza dell’Arabia Saudita, tali temi erano stati già enucleati e affrontati, ma con un’ottica emergenziale atta a fornire una linea chiara, da tenere nell’immediato. Gli effetti si sono tradotti, soprattutto in ambito economico, nell’elaborazione delle nuove politiche monetarie decise dalle principali Banche Centrali, FED e BCE, dirette a mantenere bassi i tassi di interesse, anche a fronte di un eventuale aumento dell’inflazione, garantendo liquidità per la ripresa dell’economia mondiale
Queste decisioni, oggi, pongono le basi per lo studio degli obiettivi da realizzare nel medio-lungo terminefulcro degli incontri del G20 di Roma, al fine di cancellare i danni prodottisi nello scorso anno in modo definitivo. In particolare, al centro della discussione sulle Persone vi sarà la definizione di soluzioni atte a ridurre la povertà e il progressivo aumento delle disuguaglianze, soprattutto tra la classe media e le fasce ricche della società;  nell’ambito della tematica Pianeta, invece, si continuerà con forza sulla strada dell’economia sostenibile e della conversione ecologica; il lockdown ha dimostrato, ad esempio, che la sola mancanza di veicoli in circolazione non è sufficiente affinché si riducano i livelli di inquinamento dell’aria. Per la Prosperità, infine, si procederà ad unastabilizzazione della direzione presa con le anticipate scelte di politica monetaria e verso una generale riforma del sistema fiscale, al fine di garantire una tassazione equa. 

Il compito del nuovo Governo

La recente formazione del nuovo Esecutivo capeggiato da Mario Draghi è fonte di garanzie e sicurezze tanto in ambito nazionale quanto internazionale. La presenza del neo Premier al tavolo del G20 fornisce all’Italia l’occasione per dimostrare di essere capace di tornare a presentarsi nel contesto mondiale come un partner e asset di valore, fondamentale nell’ambito del nuovo programma di ripresa. Ciò sarà possibile anche attraverso un’oculata scelta del prossimo piano di investimenti nazionale, realizzabile tramite lo sfruttamento delle risorse europee fornite dal Recovery Plan. Ci auguriamo, dunque, che non sia un semplice piano di Resistenza e Resilienza, ma di Rinascita e Ripresa.

Vittorio Repetto

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