Condividi su facebook
Condividi su linkedin
Condividi su twitter

Parigi sospende i voli domestici

(e il COVID non c’entra)

14/04/2021

Sabato 11 aprile l’Assemblée Nationale ha adottato in prima lettura una delle misure cardine del progetto ambientalista del Governo tramite il quale Parigi punta a ridurre di almeno il 40% – rispetto ai livelli del 1990 – le emissioni di CO2, entro il 2030. Questa consiste nella cancellazione dei voli domestici (interni al Paese) nel caso in cui la stessa tratta possa essere coperta da un treno la cui durata non superi le due ore e mezza, con l’eccezione di alcune coincidenze in partenza verso altre regioni francesi dall’aeroporto di Paris-Charles-de-Gaulle, qualora la Capitale non sia la destinazione finale dei passeggeri. La definizione effettiva dei voli interni che verrebbero soppressi avverrà più avanti, ma si potrebbe trattare di tratte decisamente importanti come – per menzionare le principali – la  Parigi-Bordeaux, la Parigi-Nantes, la Lyon-Marseille, la Parigi-Rennes o ancora la Parigi-Lyon. La proposta, proveniente dalla Convention Citoyenne pour le Climat, prevedeva in origine un limite di quattro ore, ma è stata poi rimodulata per evitare che regioni come quella del Massiccio Centrale potessero rimanere del tutto isolate.

Com’è facile immaginare, vista la portata della misura, negli ultimi giorni si sono susseguite non poche polemiche, provenienti da diversi fronti e vertenti principalmente sul fattore occupazionale e sull’impatto economico e sociale, ragion per cui la questione si lega inevitabilmente alla vicenda COVID-19. Sebbene infatti sia nobile e lungimirante il pensiero che ha portato a questa scelta, è innegabile come la legittimità del provvedimento sia intaccata da criticità e contraddizioni.

L’esponente del Parti Socialiste Joël Aviragnet ha messo in guardia l’esecutivo in relazione allo “sproporzionato costo umano” della legge sottolineando il rischio della perdita di posti di lavoro nel settore aeronautico, fra le punte di diamante dell’industria d’Oltralpe, ma duramente colpito dalla pandemia: risulta infatti opportuno ricordare come già nel luglio 2020 la compagnia di bandiera Air France fosse stata costretta a licenziare ben 7.600 dei suoi oltre 45.000 dipendenti. Ecco, visto e considerato l’indebolimento generale del settore (è di oggi infatti la notizia della protesta a Roma dei lavoratori AlItalia, ennesimo segnale di una crisi la cui portata, a livello internazionale, è devastante), sarebbe logico per il Governo proteggere l’organico della società anziché esporlo ad ulteriori rischi. È pur vero che lo Stato Francese – il quale già un anno fa aveva accordato alla compagnia un prestito di 7 miliardi di euro a condizione che la stessa sopprimesse o ridimensionasse alcune tratte, non versasse dividendi fino alla restituzione totale del montare dei prestiti e si impegnasse maggiormente sul fronte dello sviluppo ecologico e tecnologico – solamente qualche settimana fa, dopo un intenso dibattito sulla questione in seno europeo, ha aumentato la propria quota di partecipazione all’azionariato societario al 29,9% divenendo nuovamente l’azionista di maggioranza. Sembra però che questo non sarà sufficiente a salvare il settore: sempre parlando di occupazione, secondo il quotidiano Le Monde, quest’emergenza senza precedenti potrebbe portare alla scomparsa di 30.000 posti di lavoro nell’Aeroporto di Paris-Charles-de-Gaulle, fra i maggiori d’Europa.

Oltre alle ripercussioni sull’occupazione – e dunque sull’economia – decisamente rilevanti, non mancano risvolti dal punto di vista sociale: i cittadini di varie regioni lamentano infatti il rischio di isolamento che potrebbe derivare da una scelta di questo tipo che finirebbe per rendere più difficoltosi i collegamenti all’interno di uno Stato già da sempre definito eccessivamente Parigi-centrico, la cui attenzione nei confronti degli altri cittadini sarebbe minore.

È chiaro come sia ormai divenuto indispensabile pensare a soluzioni che possano ridurre l’impatto ambientale delle attività umane, ma è necessario farlo nel modo più intelligente ed oculato possibile, senza che a rimetterci siano i cittadini. In un momento difficile come quello che stiamo passando per prima cosa bisognerebbe pensare alle persone: a chi sta soffrendo, a chi ha perso il posto di lavoro o rischia di perderlo; a coloro che sovente sono definiti i “nuovi poveri” e che lo Stato per primo non dovrebbe dimenticare.

Gianmarco Zuccaroli

Democrazia solo per comodità

La Repubblica di Turchia, considerata storicamente come il ponte naturale e spirituale tra la cultura occidentale e islamica, sembra condannata ad un inesorabile processo di recessione sociale e culturale sotto la guida del suo attuale Presidente, Recep Tayyip Erdogan. … LeggiDemocrazia solo per comodità

Parigi sospende i voli domestici

Sabato 11 aprile l’Assemblée Nationale ha adottato in prima lettura una delle misure cardine del progetto ambientalista del Governo tramite il quale Parigi punta a ridurre di almeno il 40% – rispetto ai livelli del 1990 – le emissioni di CO2, entro il 2030. Questa consiste nella cancellazione dei voli domestici (interni al Paese) nel caso in cui la stessa tratta possa essere coperta da un treno la cui durata non superi le due ore e mezza … LeggiParigi sospende i voli domestici

Giovani innovazioni

L’anno scorso è stato svolto un sondaggio con persone di età tra i 16 e 28 anni dove è emersa una quasi totale e pericolosa mancanza di fiducia delle giovani generazioni per quanto riguardi le possibilità di “lavoro, crescita sociale, affermazione personale, stimoli” che suona come un severo atto di accusa “contro l’eterna cronica mancanza di adeguate politiche giovanili a Roma e nel resto del Paese”. … LeggiGiovani innovazioni