La lotta al degrado parte dall’E.U.R.

16 dicembre 2020

Progettato nel 1939, Il Museo ha sede all’E.U.R. e avrebbe dovuto accogliere, durante l’Esposizione Universale di Roma del 1942, una mostra celebrativa delle vittorie fasciste per poi diventare, una volta conclusosi l’evento, sede permanente di esposizione di materiale relativo alla Roma Antica risalente a due mostre di grande successo di inizio Novecento: la Mostra Archeologica organizzata nel 1911 alle Terme di Diocleziano per i cinquant’anni dall’Unità d’Italia e la Mostra Augustea della Romanità, nel 1937 al Palazzo delle Esposizioni, per celebrare il bimillenario della nascita di Augusto. Come sappiamo, l’Esposizione che si sarebbe dovuta tenere nel 1942 non ebbe mai luogo a Roma per via dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale, ed i lavori per il completamento del quartiere E.U.R. ripresero nel corso degli anni Cinquanta, in preparazione dei Giochi Olimpici di Roma 1960

Oggi esso fa parte del sistema Musei in Comune della Capitale e dal 28 gennaio 2014 è chiuso per lavori di riqualificazione, su disposizione della Sovrintendenza Capitolina in seguito a verifiche dell’Ispettorato del Lavoro in tema di sicurezza. I lavori, iniziati nel 2017, dopo un iter di affidamento e lo sblocco dei fondi (772.000 euro), risultano conclusi il 30 maggio 2019; sono tuttora in corso le operazioni di collaudo tecnico-amministrativo e statico. Tuttavia, come si legge nella Risoluzione n° 17 del 10 dicembre 2019 del IX Municipio, nel corso delle sedute di commissione sarebbe emerso che i fondi in quel momento disponibili non fossero sufficienti a garantirne la riapertura. Il Municipio ha chiesto quindi che venisse determinata con urgenza la previsione di spesa necessaria e che tale somma fosse stanziata nel bilancio di previsione 2020 di Roma Capitale. 

Il 26 gennaio 2020 la presidente della XII Commissione Capitolina, Carola Penna, aveva pubblicato alcuni aggiornamenti sulla riapertura del Museo dichiarando conclusa la prima parte dei lavori, ed annunciando la fine dei collaudi entro il mese di gennaio. Gli spazi del Museo sarebbero dovuti essere riaperti progressivamente, ma il calendario ha subito, a causa della pandemia, ritardi rispetto a quanto comunicato dalla Sovrintendenza: il Planetario, infatti, sarebbe dovuto essere riaperto a ottobre 2020, mentre nel 2021, una volta individuati e approvati i fondi necessari, dovrebbe tornare accessibile la sala con il noto Plastico della Roma Imperiale 

La chiusura prolungata ha suscitato le proteste di cittadini e residenti, che hanno più volte denunciato lo stato di incuria nel quale versava l’area. Domenica scorsa noi della Giovane Roma, insieme ai ragazzi dell’Associazione Green Atlas, ci siamo riuniti di fronte al Museo della Civiltà Romana per un’intensa opera di riqualificazione della piazza ad esso antistante, intitolata a Giovanni Agnelli, senatore e fondatore della casa automobilistica FIAT, proprietaria originaria del complesso museale, attualmente appartenente all’EUR S.p.a. 

Il degrado in cui versa il Museo è determinato tanto dal trascorrere del tempo quanto dai comportamenti poco civili di giovani e meno giovani. Questo è il motivo per cui abbiamo deciso di intervenire nell’area – il medesimo che in effetti accomuna le molte iniziative simili condotte in diverse aree e parchi della Capitale nelle scorse settimane – e per cui continueremo ad impegnarci anche in futuro: dimostrare alla cittadinanza che i giovani della Capitale non sono indifferenti di fronte ai cambiamenti dell’ambiente urbano e che crediamo, come Giovane Roma, che la rinascita della nostra città debba partire da noi. 

Vittorio Repetto e Gianmarco Zuccaroli