Angelica Bawalsah

Mi chiamo Angelica Bawalsah, ho 20 anni e sono nata e cresciuta a Roma. Vivo all’Eur assieme ai miei genitori, due fratelli, una sorella e un cane. Essendo la più grande, mi son sempre state date delle responsabilità in più, tra le quali, quella di dare il buon esempio. Per questo mi sono sempre messa in gioco pretendendo un ruolo attivo nella mia vita.

Prima di sentirmi cittadina romana, mi sento cittadina del mondo, poiché una delle mie più grandi passioni è viaggiare, cosa che faccio sin da quando sono molto piccola. Questo ha fatto sì che io diventassi la persona che sono oggi, aperta alla diversità e desiderosa di conoscere, ma anche la persona che sarò domani, in costante trasformazione e alla ricerca di un arricchimento personale. 

Negli anni più vulnerabili della mia giovinezza, questa passione mi ha portata a valorizzare la mia doppia matrice culturale e a considerarla una vera e propria fortuna. Di fatti, sono italo-giordana, e sin da quando ho pochi mesi sono a contatto con la cultura medio-orientale, che è molto diversa dalla nostra. Per questo motivo, ho sempre creduto di avere una certa predisposizione all’apprendimento di nuove lingue. Mi sono diplomata presso il liceo linguistico “Giuseppe Peano” a Laurentina, che mi ha permesso di padroneggiare ben 3 lingue: inglese, spagnolo e tedesco. 

Attualmente studio “Psicologia presso l’Università Europea di Roma. Oltre allo studio, nel mio tempo libero, pratico molto sport e lavoro nell’attività di famiglia nel centro storico. Questo è stato un primo approccio al mondo del lavoro, che mi ha donato non solo un minimo di esperienza, ma anche la possibilità di praticare le lingue che conosco, essendo costantemente in contatto con i turisti. 

Dal 2016 svolgo attività di volontariato, e nel 2018 ho preso parte al progetto di alternanza scuola – lavoro presso la Fondazione Museo della Shoah di Roma. È stata un’esperienza intensa che mi ha permesso di vivere una parte di Storia che ha caratterizzato il nostro Paese.

Credo nella volontà dei giovani di cambiare le cose. Non amo chi vive passivamente la propria vita. Siamo noi i protagonisti del nostro presente, del nostro futuro, della nostra realtà. Per questo ho fiducia nel progetto “La Giovane Roma”.

Il mondo non l’abbiamo ereditato dai nostri genitori ma l’abbiamo preso in prestito dai nostri figli, perciò il nostro dovere morale è quello di creare loro un futuro migliore.